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Worldbuilding: come costruire un mondo coerente per il tuo romanzo

Il worldbuilding è la progettazione del mondo narrativo di un romanzo: la sua geografia, la sua storia, le regole sociali e, nella narrativa fantastica, il sistema magico o la tecnologia. È il lavoro che fai perché il mondo resti coerente e credibile, indipendentemente da quanto ne finisca davvero sulla pagina.

Il worldbuilding presenta due rischi, e vanno in direzioni opposte. Un mondo costruito in modo troppo superficiale lascia la trama senza terreno sotto i piedi: dietro ogni scena si capisce che più in là non c’è niente. Un mondo costruito per il gusto di costruirlo si traduce in anni passati a disegnare mappe e in un romanzo mai scritto. Questo articolo mostra da dove partire, di quanto mondo hai davvero bisogno e come mantenerlo coerente per tutto il libro.

Il worldbuilding non è solo fantasy

Il worldbuilding si associa al fantasy e alla fantascienza, perché lì il mondo si vede di più: bisogna inventare magie, pianeti alieni, le leggi che governano l’impossibile. Ma ogni romanzo ha un mondo narrativo, e ogni mondo va progettato.

Anche un romanzo ambientato in una città di oggi richiede worldbuilding: come funziona il mestiere del protagonista, quali sono le regole del suo ambiente, com’è il quartiere in cui vive. Un romanzo storico lo richiede ancora di più, perché la realtà dell’epoca va ricostruita, non inventata. La differenza tra i generi non sta nel fatto che il worldbuilding serva o no, ma in quanto ne vada costruito da zero.

Da dove partire: il mondo nasce dalla trama

L’errore più comune di chi comincia a costruire un mondo è partire dalla mappa. L’autore progetta continenti, lingue e mille anni di storia prima di sapere di cosa parla il suo romanzo. Dopo un anno ha un documento enorme e nemmeno una scena scritta.

Parti al contrario. Prima la premessa: un protagonista, il suo obiettivo e l’ostacolo. Solo dopo chiediti di che mondo ha bisogno questa storia. Se la trama parla di una ribellione contro il potere, progetti la struttura del potere. Se parla di una magia proibita, progetti le regole della magia e chi le fa rispettare. Costruisci il mondo dove la trama lo toccherà, non dappertutto.

Fantasticare sul mondo va benissimo. Conta l’ordine: è la trama a stabilire quali parti del mondo devono essere pronte prima di cominciare a scrivere e quali possono aspettare, o non esistere affatto. Cos’è una premessa e come formularla lo spieghiamo nella guida su come scrivere un romanzo.

Di cosa è fatto il mondo di un romanzo

Il mondo narrativo è composto da diversi strati, e conviene elaborarli uno per uno. Non tutti i romanzi li richiedono tutti, ma ogni romanzo trae vantaggio dal fatto che l’autore sappia quali sta usando.

StratoCosa comprendeDomanda di controllo
Geografialuoghi dell’azione, distanze, climaquanto dura il viaggio tra due punti
Societàpotere, classi, legge, costumichi detiene il potere e come lo esercita
Storiaeventi precedenti all’azione del romanzocosa ha plasmato lo stato attuale del mondo
Economia e lavorocosa fa la gente, da dove vengono i mezzi per viveredi cosa vive il protagonista
Sistema magico o tecnologicocosa è possibile e a quale prezzodove passa il confine del possibile
Vita quotidianacibo, vestiti, lingua, ritmo della giornatacom’è una giornata normale del protagonista

Gli strati più facili da trascurare sono gli ultimi due. La vita quotidiana e l’economia raramente sono il tema di un romanzo, ma sono loro a decidere se un mondo sembra abitato o soltanto disegnato.

Un sistema magico o tecnologico ha bisogno di limiti

Nel fantasy e nella fantascienza c’è un principio fondamentale: un mondo senza limiti toglie tensione alla trama. Se la magia può tutto, nessun problema è un problema vero, perché il lettore sa che il protagonista troverà sempre una via d’uscita.

Per questo un sistema magico o tecnologico si definisce attraverso i suoi limiti, non le sue possibilità. Più di quello che la magia sa fare conta quello che non sa fare, quanto costa e chi può usarla. Il costo può essere di qualsiasi tipo: fatica, tempo, denaro, rischio, un prezzo morale. L’importante è che esista e che venga applicato con coerenza. Una magia che in una scena richiede un sacrificio e nell’altra no smette di essere una regola del mondo e diventa una comodità per l’autore.

Lo stesso principio vale nella narrativa realistica. Lì il «sistema» sono le regole del mestiere, dell’istituzione o dell’ambiente del protagonista. Anche quelle devono avere dei limiti, e anche quelle vanno rispettate per tutto il libro.

Il principio dell’iceberg e la trappola dell’infodump

Il lettore dovrebbe vedere una frazione di quello che sai del mondo. Il resto esiste perché tu non commetta errori. È il principio dell’iceberg: sopra l’acqua se ne vede una piccola parte, ma è la massa sommersa a tenerlo in equilibrio.

Da qui viene anche il rimedio contro l’infodump, cioè i paragrafi in cui il narratore ferma la trama per esporre la storia e le regole del mondo. Visto che se ne vede solo una frazione, il mondo va mostrato in azione, non in una lezione:

  • mostra le regole attraverso i loro effetti, non attraverso spiegazioni
  • introduci le informazioni quando servono al protagonista, non prima
  • fidati del fatto che il lettore regge un momento di incertezza, e anzi gli piace
  • se togli un paragrafo che descrive il mondo e la scena funziona lo stesso, quel paragrafo era un infodump

Il mondo deve essere lo sfondo su cui si muove la trama, non un reperto da museo davanti a cui la trama si ferma.

Come mantenere il mondo coerente per tutto il libro

La parte più difficile del worldbuilding non è inventare il mondo, ma mantenerlo coerente per centomila parole. La distanza tra due città indicata nel secondo capitolo, la regola magica stabilita nel quinto, il colore dei tetti della capitale descritto nel decimo: sono i fatti che più facilmente finiscono per contraddirsi da un capitolo all’altro, perché l’autore li ricorda a grandi linee mentre il testo richiede precisione.

La soluzione è una sola: annota i fatti sul mondo in un unico posto e tienili aggiornati man mano. Questo documento, che raccoglie le regole del mondo, i profili dei personaggi e i luoghi, si chiama bibbia della storia. Come tenerla in modo che cresca insieme al testo invece di essere messa insieme a cose fatte lo spieghiamo nell’articolo sulla bibbia della storia.

La coerenza del mondo si può anche verificare con uno strumento. Vellam legge il romanzo capitolo per capitolo e crea un profilo separato per ogni luogo e per le regole del mondo, tenendo conto di ciò che è stato stabilito prima. Quando un capitolo contraddice un fatto sul mondo stabilito in precedenza, lo segnala indicando il passaggio preciso. Non sostituisce il tuo lavoro sul mondo, ma lo completa dove la memoria umana non basta più. Come funziona su un testo vero lo vedi negli esempi di analisi.

Gli errori più comuni nel worldbuilding

01

La mappa prima della trama

Costruire il mondo all'infinito invece di scrivere. Il mondo deve nascere dalle esigenze della trama, non il contrario.

02

Magia senza limiti

Un sistema che può tutto toglie tensione alla trama. Le regole si definiscono attraverso il costo e i vincoli.

03

Infodump

Paragrafi in cui il narratore ferma l'azione per esporre la storia del mondo. Il mondo va mostrato in azione.

04

Un mondo solo disegnato

Ci sono geografia e storia, ma mancano la vita quotidiana e l'economia. Il mondo sembra vuoto, non abitato.

05

Regole che cambiano

Una regola del mondo funziona in un modo in una scena e in un altro nella successiva, a seconda di cosa serve alla scena. È la fine della credibilità del mondo.

06

Il mondo conta più del personaggio

Il romanzo diventa una gita turistica nel mondo. Il lettore resta per la storia dei personaggi, non per un catalogo di luoghi.

Domande frequenti

Da dove si comincia con il worldbuilding?

Dalla premessa del romanzo: il protagonista, il suo obiettivo e l’ostacolo. Solo dopo chiediti di che mondo ha bisogno questa storia e costruisci gli strati che la trama toccherà. Partire dalla mappa e dalla storia del mondo prima di aver definito la trama è la causa più frequente dei progetti abbandonati.

Un romanzo realistico ha bisogno di worldbuilding?

Sì. Ogni romanzo ha un mondo narrativo. In un romanzo realistico il worldbuilding significa un mestiere credibile per il protagonista, la realtà del suo ambiente e della sua vita quotidiana. La differenza rispetto al fantasy sta solo in quanta parte del mondo va costruita da zero, non nel fatto che vada costruita o no.

Quanto del mondo bisogna mostrare al lettore?

Una frazione di quello che sai. Il resto esiste perché l’autore resti coerente e non commetta errori. È il principio dell’iceberg: sopra l’acqua se ne vede una piccola parte, ma la stabilità viene dalla massa nascosta sotto la superficie.

Come si mantiene il mondo coerente per tutto il romanzo?

Annota i fatti sul mondo in un unico posto e tienili aggiornati, idealmente dopo ogni capitolo. Quel documento si chiama bibbia della storia. Nei romanzi lunghi aiuta anche uno strumento che confronta i fatti sul mondo tra un capitolo e l’altro e segnala le contraddizioni.

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