I manoscritti d’esordio di solito non vengono scartati per mancanza di talento, ma per una dozzina di errori ricorrenti. È una buona notizia: un errore ricorrente si può imparare a riconoscere, e quindi a correggere. Questa lista nasce da ciò che emerge dall’analisi di centinaia di capitoli: dove i testi degli esordienti si incrinano più spesso e che cosa fare, in concreto, per rimediare.
Errori di struttura
1. Far cominciare la storia troppo presto
Il primo capitolo descrive la mattina del protagonista, il secondo il suo lavoro, e la storia vera comincia al quarto. Il lettore, l’editor e l’algoritmo della libreria online decidono molto prima. Comincia il più vicino possibile all’evento che fa perdere l’equilibrio al protagonista. Tutto ciò che il lettore «deve sapere prima» di solito si può dare più avanti, in movimento. Una guida a parte: come iniziare un romanzo.
2. L’infodump: una lezione al posto di una scena
Tre pagine di storia del regno nel prologo, oppure un personaggio che spiega a un altro ciò che entrambi sanno benissimo. Le informazioni sul mondo funzionano quando al lettore servono in quella scena, non un paragrafo prima. Regola pratica: se puoi tagliare il passaggio e la scena funziona lo stesso, era una lezione, non narrazione. Per costruire il mondo aiuta l’approccio descritto in come costruire mondi narrativi.
3. Scene senza conflitto
Scene in cui tutti sono d’accordo, cenano e si scambiano gentilezze. Una scena senza attrito non fa avanzare la storia. In ogni scena qualcuno dovrebbe volere qualcosa e trovare resistenza: un altro personaggio, le circostanze, se stesso. Se non sai dire che cosa vuole un personaggio in una scena, quella scena è candidata al taglio.
4. Un ritmo che crolla a metà
Un inizio forte, un finale forte e cento pagine alla deriva nel mezzo. È il motivo più comune per cui i lettori abbandonano un libro a metà. La parte centrale ha bisogno di svolte proprie, non di «tirare avanti» fino al climax. Come distribuirle lo spieghiamo nell’articolo sul ritmo narrativo in un romanzo.
Errori sui personaggi
5. Un protagonista senza difetti e senza prezzo da pagare
Un personaggio che ha sempre ragione, vince e piace a tutti annoia perfino il suo autore. Un personaggio interessante paga per le sue decisioni e ha un difetto che nella trama gli costa davvero qualcosa, non uno del tipo «è troppo perfezionista». Ne parliamo nella guida su come creare personaggi.
6. Personaggi che nei dialoghi non si distinguono
Copri i nomi in una scena di dialogo. Se non riesci a capire chi sta parlando, i personaggi hanno una sola voce: la tua. Ogni personaggio importante ha bisogno di un suo ritmo di frase, di un suo lessico e di argomenti che gli tornano in bocca. Le altre regole sono in come scrivere dialoghi in un romanzo.
7. Personaggi incoerenti sulla lunga distanza
Al capitolo tre la protagonista ha paura dell’acqua, al diciotto si tuffa senza una parola di commento. Su centomila parole la memoria dell’autore non basta, e non è una questione di diligenza ma di scala. Aiuta una bibbia della storia tenuta durante la scrittura, e anche la verifica esterna descritta in coerenza dei personaggi in un romanzo.
Errori di lingua
8. Riassumere invece di mostrare
«Anna era furiosa» al posto di una scena in cui la furia si vede nelle azioni. Non ogni emozione merita una scena, ma i momenti emotivi chiave raccontati in forma di riassunto tolgono forza alla storia.
9. Troppi avverbi e verbi deboli
«Camminava molto velocemente» invece di «si affrettava». Spesso l’avverbio è il segnale che il verbo era troppo debole. Allo stesso modo agisce l’abuso della forma passiva dove la frase ha bisogno di qualcuno che agisca: quando il passivo è giustificato e quando fa danni lo spieghiamo in forma passiva nella prosa.
10. Un punto di vista che salta senza preavviso
Un paragrafo nei pensieri del protagonista, il successivo in quelli del suo interlocutore, senza uno stacco di scena. Il lettore perde l’appiglio e non riesce più a immedesimarsi in nessuno. Scegli una regola narrativa e tienila con coerenza. La guida completa: punto di vista in un romanzo.
Errori di metodo
11. Rivedere all’infinito il primo capitolo
Quindici versioni del primo capitolo e nemmeno un secondo capitolo. Una prima stesura finita conta più di un inizio perfetto, perché solo il testo finito mostra che cos’è davvero la storia. L’ordine di lavoro sull’insieme è descritto in come scrivere un romanzo.
12. Mandare la prima stesura alle case editrici
È l’errore più caro della lista, perché brucia il contatto con una determinata casa editrice per anni. Una prima stesura è materia prima. Tra la prima stesura e l’invio devono esserci un’autorevisione completa, i beta reader e il test di maturità descritto in il mio libro è pronto per la pubblicazione.
Come usare questa lista
Non cercare di sorvegliare dodici cose insieme mentre scrivi la prima stesura. È la ricetta per la paralisi. Scrivi la prima stesura liberamente e usa la lista come piano per le passate di revisione successive: una per struttura e ritmo, una per personaggi e dialoghi, una per la lingua. Più passate separate trovano più cose di un’unica passata «per tutto».
Domande frequenti
Qual è l’errore più grave di uno scrittore esordiente?
Inviare il testo alle case editrici una stesura troppo presto. Ogni altro errore della lista si corregge in revisione, ma un manoscritto rifiutato difficilmente ottiene una seconda lettura presso la stessa casa editrice.
Sono errori che fanno solo gli esordienti?
No, li fanno tutti. La differenza è che gli autori esperti hanno un metodo che li intercetta: passate di revisione successive, beta reader, un editor e strumenti di analisi. Gli esordienti si fidano più spesso di una sola lettura fatta con i propri occhi.
Da dove si comincia a correggere una prima stesura finita?
Dal livello più alto: struttura e ritmo. Levigare le frasi di un capitolo che la revisione strutturale taglierà comunque è lavoro buttato. L’ordine: struttura, poi scene e personaggi, la lingua per ultima.
Come si controlla il proprio testo, se gli autori non vedono i propri errori?
In tre modi, meglio se combinati: metti da parte il testo per qualche settimana e rileggilo a mente fresca, dallo ai beta reader con domande precise e usa un’analisi esterna che legga capitolo per capitolo e indichi incoerenze e cali di ritmo fino al passaggio esatto.